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Cultural Memory, Artemis and "Kore": The Coins of Sardis during the Second Sophistic

著者 Jane Derose Evans
Published in Quaderni Ticinesi, 音量XLVI (2017)
Ticino Notebooks
Pages 133-154 (22 pages)
番号
N#
L219293
 

Abstract

Jane DeRose Evans analizza l’identità di una divinità femminile dai tratti arcaicizzanti, la cui effige si ritrova sulle monete in bronzo coniate dalla zecca di Sardi tra il 2. e il 3. sec. d.C. La divinità appare ogni tanto accanto al simulacro di Artemide efesia nelle monete celebranti la relazione reciproca tra le due città. Tra le ipotesi interpretative finora formulate c’è chi l’ha definita come Dèmetra a causa dei covoni talvolta rappresentati accanto e chi invece propende per Artemide, della quale non sono note raffigurazioni certe nella monetazione di Sardi d’epoca imperiale, nonostante l’importanza del suo culto in città. Entrambe le ipotesi si scontrano però con alcuni coni recanti sotto l’effige arcaicizzante la didascalia « Kore ». Il culto di Kore è attestato a Sardi solo in epoca imperiale e nella forma della festa di Kore Chrysanthina . La combinazione insolita con Artemide e il riferimento a Kore suggeriscono di interpretare la figura arcaicizzante come frutto di un sincretismo tra le due dee, volto a creare una nuova memoria collettiva che sciogliesse Sardi e il suo santuario di Artemide dalla dipendenza da quello di Efeso. E’ nota, infatti, la grande rivalità tra i due centri dell’Asia minore, e, in particolare, la necessità dell’élite di Sardi di rafforzare la propria identità culturale tramite la creazione di un culto autoctono, dal sapore antico e non riconducibile a elementi esterni, quindi adatto a rappresentare Sardi nella sua originalità. Questa pratica di costruzione del proprio passato era molto diffusa negli ambienti intellettuali delle regioni orientali dell’impero romano.

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